Dolce, Elegante, Torinese

L’alta pasticceria nel cuore di Torino

Le storie d’amore sono così: emozionano e rendono felici.
Ispirandoci a un dolce e appassionato racconto d’amore riproponiamo l’arte pasticciera torinese e italiana, per emozionare e regalare un sorriso.

Tradizione e contemporaneità.

Il connubio perfetto in pasticceria

La Monaca è una pasticceria contemporanea.

Rispettosa delle tradizioni, ma incline alla sperimentazione.
Elegante nelle forme, ma attenta all’essenza.
E profondamente legata alla sua città: Torino.

piccoli pasticcini della pasticceria la monaca a torino
preparazione dei pasticcini nella nostra pasticceria a torino
Cura dei dettagli.

Per le migliori forme della pasticceria

IL nostro laboratorio è come un’atelier: ogni giorno con passione e cura scegliamo i prodotti migliori, per produrre piccoli capolavori di pasticceria dall’aspetto ricercato e dal gusto sublime. Come la tradizione sabauda insegna.

Delizie da leggere.

  • Un’idea per la festa della mamma

    Comincia, bambino, a riconoscere tua madre con un sorriso”.
    Virgilio

    C’è un altro giorno per noi davvero importante nel calendario, noi lo cerchiamo con il rosso.
    Un giorno speciale dedicato a delle persone capaci di accogliere, donare affetto incondizionato: il giorno della Festa della mamma.

    Un giorno uguale per tutti?
    No, come per altre ricorrenze anche la Festa della mamma si festeggia in date diverse a seconda del Paese.
    In quasi due terzi di questi Paesi la festa è celebrata nel mese di Maggio, mentre circa un quarto di essi la festeggia a Marzo. La festa della mamma ha probabilmente origini antichissime.
    Già i greci dedicavano alle loro madri un giorno dell’anno: festeggiavano la dea Rea, madre degli dei.
    Si narra che anche gli antichi romani inauguravano l’arrivo del mese di Maggio e la primavera con un’intera settimana di festa.
    La festa della mamma come la intendiamo oggi è nata invece a metà degli anni cinquanta in due diverse occasioni, una legata a motivi di promozione commerciale e l’altra invece a motivi religiosi.

    Quali sono i simboli per la Festa della Mamma
    Forse non lo sapevi ma i simboli più importanti di questa festa sono il rosso, il cuore e la rosa.
    Quest’ultima rappresenta l’amore e la bellezza. Si tratta di un dono metaforico: la rosa è il dono con cui i figli vogliono esprimere riconoscenza alle loro madri, ma talvolta – lo sappiamo – restituiscono anche le preoccupazioni (le spine).


    Noi come ogni anno vi forniamo un’alternativa golosa. Si tratta di una selezione di dolci dedicati alla mamma…
    Delle creazioni delicate ma incisive, come le mamme… e non hanno spine!


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  • Crema Chantilly, la bianca reale che divide (e unisce)

    Qualche giorno fa stavamo pensando alle torte da proporvi in questo periodo. Ci stiamo affacciando alla stagione delle fragole… e l’associazione è stata fulminante.
    Quale associazione?

    Quella con la Crema Chantilly!

    Le vicissitudini che interessano questa crema di origine francesi sono parecchie.
    Non sono da meno le diatribe sulla ricetta autentica, con un’interpretazione tutta italiana che ormai prevarica da tempo nelle nostre pasticcerie.

    Vi abbiamo incuriosito, eh?

    I natali della Crema Chantilly si devono con tutta probabilità a François Vatel, parigino di origini svizzere che ebbe la possibilità di sperimentare la sua creatività in tutto il regno di Luigi XIV diventando in breve tempo una leggenda della pasticceria. François – si narra – preparò la crema per un sontuoso banchetto organizzato nel castello di Chantilly (comune francese nella regione Piccardia) costretto a ripiegare sull’assenza di uova.
    Il giovane mise insieme panna fresca e zucchero e preparò la prima chantilly della storia…



    Avete letto bene? Rileggete.

    Non ci sono uova di mezzo nella ricetta originale!
    Tuttavia in questi secoli la Crema Chantilly in Italia si è diffusa rispettando un’altra modalità di preparazione: unire la panna fresca montata alla crema pasticcera, inglobando la seconda nella prima con estrema delicatezza.
    Noi osserviamo questa pratica “all’italiana” utilizzando per la preparazione della crema pasticcera uova fresche, latte di alta qualità e bacelli di vaniglia acquistati da Barboun o Tahiti.


    Unisce, eccome se unisce


    La Crema Chantilly è per noi una componente ‘diplomatica’ (il nome sarebbe proprio questo) perché unisce senza prendersi troppo la scena. Avvolge la bocca con eleganza, rende soffici, anzi sofficissime e ariose le altre preparazioni.
    La utilizziamo per comporre la mille foglie, per farcire altre torte, mignon, bigné e croissant. L’abbinamento classico è con la fragola, ma è ottima anche con il cioccolato o i frutti di bosco.
    É una ragazza gentile la Chantilly, con tratti regali, che vi conquista in punta di piedi, sia nella versione francese che in quella italiana.

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  • La (nostra) Pastiera Napoletana

    La tradizione dolciaria partenopea è proprio nelle nostre corde. Ci piace!
    Ricordate, qualche settimana fa, in occasione della festa del papà avevamo parlato di Zeppole di San Giuseppe, una specialità che nasce proprio nel capoluogo campano.
    Non solo parlato… vi abbiamo anche dato modo di assaggiarle!
    Oggi vi narriamo, invece, di uno dei dolci tradizionali della Pasqua.
    È la regina assoluta di moltissime tavole, ormai in tutta Italia.
    Da noi la potete acquistare previa ordinazione: La Pastiera Napoletana.


    Origini della Pastiera



    Un’antica leggenda afferma che la prima a preparare una Pastiera Napoletana fu la sirena Partenope, a cui si devono i natali della città di Napoli.
    Secondo la leggenda Partenope ricevette in dono alcuni prodotti – farina, ricotta, uova, grano tenero, acqua di fiori d’arancio, spezie e zucchero – da alcune fanciulle della città che volevano dimostrarle gratitudine. La dea dalla voce melodica mescolò questi ingredienti dando vita alla prima pastiera.

    Secondo altre fonti la ricetta della Pastiera proviene dalle moglie dei pescatori del Golfo che avrebbero deposto sulla piaggia, come omaggio al mare, ceste colme di ricotta, frutta candita, grano, uova e fiori d’arancio, raccogliendone poi il frutto – ovvero la Pastiera – il giorno seguente.
    Questa narrazione evidenzia la concordanza con gli antichi riti pagani per la celebrazione della primavera. Il frumento era simbolo di ricchezza e fecondità; le uova di vita; la farina la ricchezza, la ricotta l’abbondanza, i fiori d’arancio rimandano ai profumi del sud; lo zucchero la dolcezza.

    L’ipotesi più accreditata, tuttavia, sostiene che la pastiera napoletana sia nata nel sedicesimo secolo tra le mura di un convento di San Gregorio Armeno, la famosa strada dei pastori nel cuore del centro storico di Napoli. L’opera sarebbe attribuita alle suore benedettine. Furono loro, secondo la storia, a riunire in un unico dolce i prodotti simbolo del periodo pasquale, a cominciare dalle uova che rappresentano nella simbologia cristiana la nascita.
    Le suore del monastero avviarono una consistente produzione di pastiere durante la settimana santa per offrirle ai signori della ricca borghesia partenopea.


    Com’è la nostra Pastiera

    La pastiera è una torta con base di pasta frolla farcita con una farcia di ricotta, frutta candita, zucchero, uova e grano bollito nel latte.
    La caratterizza un aspetto classico, ma diverso a seconda della mano che la prepara: sopra si trovano sempre delle striscioline intrecciate di pasta frolla disposte a croce di Sant’Andrea.
    L’interno invece è composta da un ripieno morbido, in cui si intrecciano i sapori e i profumi delle spezie e degli aromi utilizzati nella preparazione, quali cannella, canditi, scorze d’arancia, vaniglia e acqua di fiori d’arancio.
    A noi piace la versione tradizionale, pensata per un palato contemporaneo… ovvero con un profilo alleggerito ma carico di gusto!

    Per ordinare la Pastiera Napoletana consulta questo articolo.

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