Dolce, Elegante, Torinese

L’alta pasticceria nel cuore di Torino

Le storie d’amore sono così: emozionano e rendono felici.
Ispirandoci a un dolce e appassionato racconto d’amore riproponiamo l’arte pasticciera torinese e italiana, per emozionare e regalare un sorriso.

Tradizione e contemporaneità.

Il connubio perfetto in pasticceria

La Monaca è una pasticceria contemporanea.

Rispettosa delle tradizioni, ma incline alla sperimentazione.
Elegante nelle forme, ma attenta all’essenza.
E profondamente legata alla sua città: Torino.

piccoli pasticcini della pasticceria la monaca a torino
preparazione dei pasticcini nella nostra pasticceria a torino
Cura dei dettagli.

Per le migliori forme della pasticceria

IL nostro laboratorio è come un’atelier: ogni giorno con passione e cura scegliamo i prodotti migliori, per produrre piccoli capolavori di pasticceria dall’aspetto ricercato e dal gusto sublime. Come la tradizione sabauda insegna.

Delizie da leggere.

  • Viva le donne… le donne in pasticceria!

    Stavamo pensando a cosa raccontarvi in occasione della Festa della Donna, l’8 Marzo. Cioè oggi.
    Poi ci siamo detti: perché non parliamo delle donne in pasticceria?

    Mani pacate e grande sensibilità
    La figura femminile nell’immaginario comune è legata al mondo del dolce.
    Quando si pensa ad una torta, generalmente, la si associa a mani premurose, accoglienti e pacate. Ma anche a mani che sanno dove posare, come decorare e rendere graziosa una preparazione.
    Tuttavia, se indaghiamo più attentamente la storia, è piuttosto difficile rintracciare testimonianze di pasticciere donne, al di fuori del contesto familiare.
    Anche in questo caso la supremazia maschile si fa sentire sull’ambito professionale (nessuna critica femminista, è un dato di fatto). 
    Qualcosa però è cambiato.
    Negli ultimi anni le donne si stanno affermando anche in pasticceria, come professioniste, al pari della cucina: non sono più solo silenziose e operose figure chiuse nei laboratori, ma volti riconosciuti e affermati.
    Di più: sono fonti preziose di idee e nuove intuizioni.
    Eccone alcuni esempi.

    Loretta Fanella

    È uno dei volti femminili più noti della pasticceria italiana.
    Loretta da piccola sognava di diventare stilista… ha trovato un modo per coniugare sia questa, sia la passione per il dolce.
    D’altronde la pasticceria è un’arte che non può prescindere dall’estetica, dall’aspetto, e dunque eccola qui. Il suo percorso annovera esperienze importanti, tra cui la prima, all’Antica Pesa dello chef Fabio Tacchella, e poi a fianco di Carlo Cracco e all’Enoteca Pinchiorri. Ma indubbiamente, ha lasciato il segno il passaggio a El Bulli da Ferran Adrià. Loretta si ferma per tre anni in Costa Brava, nel ristorante che più ha segnato la cucina moderna contemporanea, conquistando la stima di tutti. Qui ha realizzato alcune delle sperimentazioni culinarie più deflagranti in assoluto. Ha compreso che è possibile sconfinare, sperimentare, andare oltre il tracciato, creare qualcosa di diverso, ribaltare le regole canoniche del ‘momento’ dessert.
    Nel 2019 ha aperto a Livorno il Loretta Fanella Pastry Lab, un laboratorio dove si realizzano dolci artigianali. Di sera il laboratorio si trasforma in una Academy dove si svolgono i corsi di pasticceria amatoriali, per bambini e per professionisti. E nulla, i suoi dolci sono incredibili: eleganti, pacati, inaspettati.

    Creazione di Loretta Fanella

    Francesca Castignani

    Altra donna di spicco nel mondo della pasticceria italiana è Francesca Castignani, tarquinese d’origine. La sua sembra una favola: dalla passione per la pasticceria fino alla pratica – e che pratica! – con Heinz Beck al ristorante La Pergola del Rome Cavalieri (tre stelle Michelin).
    E poi Londra, dove lavora a La Delicatessen, La Bottega del Sole; quindi di nuovo Italia, a Prato, presso il laboratorio di Luca Mannori,
    per poi catapultarsi oltre confine, a Parigi, da Pierre Hermé
    Nel 2010 il richiamo di casa la porta a Tarquinia dove inaugura la sua pasticceria Belle Hélène insieme al marito Enrico, maître affermato.
    Il nome della pasticceria è un omaggio al celebre dolce francese pera e cioccolato, ma anche alla famiglia, in ricordo di una zia di Francesca di nome, appunto, Elena. 
    Se per Francesca la tecnica è “francese”, la materia prima deve essere soprattutto del territorio.

    Dolce Francesca Castignani

    Jessica Préalpato

    Non parliamo solo di italiane.
    Jessica Préalpato ha ottenuto il titolo di miglior pasticciere del mondo nel 2019. Si può dire che il mestiere ce l’ha nel sangue: è nata infatti nel 1986 a Mont-de-Marsan, in Francia, da una famiglia di pasticcieri. Il suo curriculum è notevole, ma anche in questo caso è segnato prepotentemente da un nome dell’alta ristorazione: Alain Ducasse. Al cospetto di uno dei cuochi più famosi della storia Jessica ha assunto il ruolo di di capo pasticcere nel suo ristorante tristellato, acquisendo i principi della cucina naturale.
    A proposito di questo, leggete e memorizzate questo termine, perché lei stessa ne è l’ideatrice e la paladina: “desseralité”.
    Si tratta di una nuova corrente in pasticceria.
    Potremmo definirla un’avanguardia. In sostanza è la preferenza a produrre dolci naturali e non eccessivamente zuccherati.
    Il termine deriva dalla fusione di due parole: dessert e naturalité!

    Dessert di Jessica Prealpato

    Avanti tutta, donne!

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  • Perché Pasticceria ‘La Monaca’?

    L’importanza dei nomi, delle origini, della storia

    L’altro giorno, guardando la nostra insegna, ci siamo chiesti quanti dei nostri clienti sappiano davvero il perché ci sia scritto in bianco, su sfondo nero, La Monaca.
    Forse in pochi, pochissimi.

    Ne è nata una riflessione sull’importanza dei nomi, delle origini e della storia.
    Sì, insomma, sul valore di tutte quelle informazioni che si danno per scontate e che invece tengono in piedi le attività e le persone.
    Le origini non sono fatti da dimenticare: diventano memoria, spunto, fonte d’ispirazione.
    I nomi non sono appellativi fini a se stessi: identificano, rappresentano, raccontano. Vi spieghiamo le nostre origini qui sotto.

    Leggenda di una ragazza

    Perché abbiamo deciso di chiamarci Pasticceria La Monaca?
    Non è di certo perché i nostri dolci non tentano e non inducano in tentazione. Anzi, il nostro motto, lo conoscete bene, è proprio “lasciati tentare”!
    Il nome La Monaca deriva da una fascinosa leggenda.
    Si narra che verso la metà del XVII secolo una ragazza molto bella, dallo spirito libero, innamorata di un ragazzo, fu destinata dalla sua famiglia alla vita monastica. Dopo qualche tempo di clausura, nonostante la sua indole di credente, nella ragazza prevalse il sentimento d’amore verso l’amato. Così, in una notte di luna piena, decise di fuggire dal convento per raggiungerlo e sposarsi in gran segreto. Da quest’unione nacque una numerosa famiglia i cui discendenti furono denominati “Il Monaco” e “La Monaca”.


    La Monaca evoca la nostra passione

    Va bene. E cosa c’entra questa leggenda con una fucina di mignon, torte, croissant e panettoni?
    Abbiamo scelto questo nome perché esprime ciò che facciamo ogni giorno.
    Ogni mattina, quando entriamo in laboratorio, ci impegniamo a trasferire l’amore per il “buono” nelle nostre creazioni.
    Vogliamo arrivare dritti al cuore di chi le assaggia. Ma proprio dritti dritti.
    Non esageriamo se ricorriamo alla parola amore perché questo lavoro, come tanti altri, richiede sacrifici, passione, tenacia ore dedicate senza condizionamenti… quindi amore.
    Un amore che per noi è come quello che unì, tanto tempo fa, quei due ragazzi!


    Vi aspettiamo in Corso Moncalieri!

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  • Della Sachertorte sapevate che…

    È il dolce al cioccolato per eccellenza, è conosciuta e replicata in tutto il mondo… e noi la amiamo. E fino a qui nulla di nuovo. Ma sapete chi l’ha inventata?

    La Sachertorte, è noto a tutti, è un dolce intimamente legato all’Austria e in particolare a Vienna, città in cui è stata realizzata per la prima volta. 


    La prima Sachertorte

    Ma se vi dicessimo che l’inventore di questa torta fu un sedicenne?
    Proprio così, si chiamava Franz Sacher.
    Oltretutto la faccenda è anche accidentale visto che Franz non aveva un incarico come pasticciere. Franz era l’erede di una facoltosa famiglia di albergatori di origine ebraica e giovane panettiere di corte. Un giorno accadde che l’addetto ai dolci si ammalò e il cancelliere Klemens Von Metternich non esitò a chiedere al giovane Franz di preparare un dolce per deliziare un ospite.
    Quale miglior occasione per il baldo Franz di farsi notare con una personalissima e golosissima torta a più strati a base di cioccolato?
    Così, dal 1832, il mondo può affogare i dispiaceri o gioire per le ricorrenze con lei: due strati di soffice pasta al cioccolato, intervallati da confettura di albicocche o ciliegie, ricoperti da una lucida glassa al cioccolato fondente. Insomma, l’intramontabile Sachertorte.


    Dove trovare l’originale


    La ricetta della Sachertorte è probabilmente tra le più replicate nel pianeta. La sua versione originale è ancora oggi gelosamente custodita a Vienna. L’Hotel Sacher è l’unico a produrre quella autentica (con tanto di marchio, rigorosamente in cioccolato, applicato sulla torta).
    La ricetta originale potete assaggiarla anche presso l’Hotel Sacher di Salisburgo, il Cafè Sacher di Innsbruck e Graz e pure al Sacher Shop di Bolzano.


    Ma l’Austria non è così vicina…

    Noi, come vi abbiamo anticipato, questo dolce lo amiamo.
    Lo proponiamo sia nella versione classica, con la marmellata di albicocca, sia in una versione passionale.
    Passionale?
    Sì… con i lamponi!
    Il connubio lampone-cioccolato dà davvero grandi soddisfazioni al palato, specie quello femminile. Il lampone, con i suoi tratti dolci e freschi, si sposa davvero bene con il cioccolato fondente.

    Sachertorte ai lamponi



    L’Austria non è proprio a due passi e anche se vi consigliamo di andare a provare, almeno una volta, l’originale, ben due interpretazioni della Sachertorte vi aspettano a Torino in Corso Moncalieri!

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