Brutti ma buoni

Brutti ma buoni, tra gli intramontabili della tradizione

C’è chi li chiama brutti e buoni, chi brutti ma buoni, e chi rende onore al dialetto piemontese con “brut e bon”. Li conosciamo tutti, si tratta di un dolce che con tutta probabilità ha origini proprio piemontesi.
Non mancano mai, in esposizione nella nostra pasticceria, assieme a tutte le altre torte e agli altri prodotti di biscotteria. Li prepariamo e confezioniamo con grande cura, riservando il giusto tempo per ogni passaggio, seguendo fedelmente la nostra filosofia.

È tempo di nocciole

Abbiamo deciso di parlarvi proprio ora dei brutti ma buoni perché si è appena concluso un rituale importante, che ha a che fare con le protagoniste di questa preparazione: le nocciole.
La raccolta delle nocciole avviene, in Piemonte, negli ultimi giorni di Agosto. Le nocciole dell’Alta Langa Piemontese sono un’eccellenza assoluta nel panorama gastronomico italiano e solo negli ultimi anni hanno raggiunto i riconoscimenti che meritano. Le nocciole dell’Alta Langa si fregiano della Denominazione di origine Igp e, proprio quest’anno, il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali ha annunciato l’approvazione in via definitiva dell’Unione Europea per l’introduzione del nome ‘Langhe’ nel disciplinare della Nocciola Piemonte Igp.
L’origine di una materia prima è una discriminante importante per noi, anzi fondamentale!

La ricetta

Per preparare i brutti ma buoni tostiamo le nocciole internamente, nel nostro laboratorio, e le raffiniamo con lo zucchero. A parte montiamo l’albume d’uovo, uniamo il tutto su una pentola e scaldiamo sul fuoco.
Difficile è darvi delle tempistiche di cottura esatte, parliamo di circa un quarto d’ora di cottura, ma bisogna tener conto di molte variabili, che le mani esperte del nostro laboratorio domano alla perfezione.
Ovvero: quantità di prodotto lavorata, tipologia di fuoco e pentola.
Dopo quest’operazione è necessario ungere accuratamente una teglia da forno con del burro.


A questo punto ci avvaliamo di una sac à poche per disporre il composto a giusta distanza, prima di infornare a 160 gradi per circa venticinque minuti.
Estraiamo dal forno e i brutti ma buoni sono pronti per essere confezionati ed esposti!

Cosa rende speciale i brutti ma buoni?

I brutti ma buoni sono buoni… perché sono buoni!

Così, conciso ma assai veritiero, afferma il nostro pasticcere, Giacomo Rabbito. E se li provate con la nostra salsa allo zabaione, credeteci, lo sono ancora di più!

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