Marron Glacé

Marron Glacé, lucido e attraente. Come resistergli?

Seducente, provocante, per molti irresistibile.
Oggi scopriamo qualcosa in più su uno dei prodotti che amiamo di più: il marron glacé


Francia o Piemonte?
Quella dei marron glacés è una storia controversa. Come per tante altre preparazioni (vedi i brutti ma buoni di cui vi abbiamo parlato in quest’articolo) l’origine della ricetta è incerta. Questa volta però, la patria potestà è anche contesa: se la giocano, senza altri rivali, Piemonte e Francia.

In Italia i marron glacé vengono associati al cuoco di corte del Duca di Savoia Carlo Emanuele I. In Francia, invece, a François Pierre La Varenne, esponente del movimento della Nouvelle Cuisine. Quest’ultimo ne scrisse anche ne Le parfait Confiturier, straordinaria opera pubblicata nel 1627. Sempre in Francia rileviamo poi i resti del primo laboratorio industriale di marron glacé, datato fine ‘800.

L’attenzione per questo prodotto è andata via via acuendosi per tutto il secolo a seguire, trovando varie interpretazioni e declinazioni. A differenza di altri prodotti, però, dobbiamo dire che per i marron glacé italiani i francesi hanno sempre provato ammirazione, in particolare per quelli di Cuneo denominati ‘Torino”.
Un’eccezione che non può che renderci orgogliosi!

Una preparazione lunga e meticolosa

Il processo di produzione dei marron glacé e tutt’altro che semplice. Secondo il metodo tradizionale, i marroni, raccolti in autunno/inverno, vengono prima privati della prima e della seconda buccia, poi avvolti in garze, quindi bolliti per circa 90 minuti (questo passaggio si definisce blanchissage). Una volta rimossa la garza vengono posti in vasche riscaldate colme di sciroppo di zucchero. Con il calore lo zucchero penetra nei marroni, contemporaneamente l’acqua evapora e lo sciroppo di zucchero si concentra.

L’ultimo step è quello della ghiacciatura: i marroni vengono ricoperti con uno sottile strato di sciroppo di zucchero cristallizzato che conserva l’umidità interna e conferisce loro un aspetto lucido, attraente, irresistibile.

Le nostre proposte

A noi i marron glacé piacciono proprio tanto, e non solo perché sono legati alla nostra città. Oltre che nel mignon classico li utilizziamo anche, inevitabilmente, nel Montblanc – quello vero, che non può mancare! – e in una versione del Panettone che ci ha dato grandi soddisfazioni, in abbinamento a cioccolato bianco e arancia. 

Fatevi sedurre dal marron glacè! E, a proposito di panettoni, Stay tuned!

Mignon Torinese

Il Mignon torinese, la nostra passione


Sin da quando stavamo progettando l’apertura della Pasticceria, avvenuta nel 20178, ci siamo proposti una missione.
Una missione che sentiamo proprio dentro, nell’anima, perché riguarda le nostre radici, la nostra città, la nostra tradizione.

Non ha a che fare con i numeri.
O meglio sì, se guardiamo al bilancino della nostra pasticceria e al peso specifico delle piccolissime creazioni di cui vi stiamo per parlare.

Per noi era il momento di riportare sotto le teche di una pasticceria il mignon torinese, quello vero.
Non il mignon di grandi dimensioni che in questi anni ha preso il sopravvento un po’ ovunque, ma il piccolo pasticcino, curato al dettaglio, che ha reso celebre la pasticceria torinese tra gli anni ’60/’70.

La nostra scelta


I nostri mignon sono minuti, piccolissimi, preparati e decorati con tantissima precisione. Pensate che alcune nostre bignole pesano appena 4 grammi.
La loro realizzazione richiede tempo e manualità.
Sono queste le ragioni per cui tanti pasticceri ne hanno abbandonato la produzione, in favore di pasticcini più grandi e veloci da preparare. Purtroppo, in pasticceria come in tanti altri ambiti gastronomici hanno preso il sopravvento la praticità e la velocità di preparazione.

Le nostre creazioni

In ogni mignon torinese riusciamo a condensare i sapori, ad accavallarli, a giocare sulle armonie.
Li proponiamo sia nei gusti classici che con originali abbinamenti, per conquistare, senza distinzione di gusti, tutti i nostri clienti.
E poi riusciamo a dare il nostro meglio sul piano estetico, cromatico e sulle forme: l’occhio vuole la sua parte.

Per riempire ogni giorno la nostra vetrina di questi piccole creazioni ci vuole cura, costanza, dedizione, ma è la nostra missione.
La nostra scelta espressa in pochi, deliziosi, grammi.

Provali subito!
info@lamonacapasticceria.it

Brutti ma buoni

Brutti ma buoni, tra gli intramontabili della tradizione

C’è chi li chiama brutti e buoni, chi brutti ma buoni, e chi rende onore al dialetto piemontese con “brut e bon”. Li conosciamo tutti, si tratta di un dolce che con tutta probabilità ha origini proprio piemontesi.
Non mancano mai, in esposizione nella nostra pasticceria, assieme a tutte le altre torte e agli altri prodotti di biscotteria. Li prepariamo e confezioniamo con grande cura, riservando il giusto tempo per ogni passaggio, seguendo fedelmente la nostra filosofia.

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Una nuova immagine, la stessa qualità di sempre.

Questo sito racconta una storia, fatta di passione per il buon vivere, di amore per i dettagli, di rispetto per le tradizioni e le materie prime. La storia del nostro pasticciere Giacomo Rabbito e del suo staff: uomini e donne che ogni giorno, nel nostro laboratorio, realizzano con cura e maestria piccoli capolavori di pasticceria piemontese.

Gli eventi di questi mesi ci hanno privato della più grande delle soddisfazioni: vedere il sorriso sul viso di chi ci sceglie per allietare le proprie giornate, ma ne abbiamo approfittato per creare questo nuovo sito, uno specchio della nostra attività dove raccontare cosa c’è dietro ai nostri prodotti, parlare di Torino e delle sue tradizioni dolciarie, accompagnarvi in un viaggio tra le eccellenze italiane.

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