Golose tentazioni.

alle porte di torino, la tradizione della pasticceria torinese

Lasciati tentare dalle nostre creazioni: sarai sedotto dalle nostre forme e appagato dagli abbinamenti. Da sempre ricalchiamo lo stile inconfondibile della pasticceria torinese per scrivere nuove esperienze gustative

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Piccoli capolavori di pasticceria torinese.

Qualità, varietà, cura maniacale del dettaglio

Nel laboratorio de La Monaca lavoriamo su questi tre elementi per realizzaredolci e salati capaci di sorprendere, ma soprattutto conquistare, occhi e palato. 

Tutta la produzione è gestita dal Pasticcere Giacomo Rabbito, professionista attento e sperimentatore, capace di tradurre l’inconfondibile stile della pasticceria torinese in piccole e grandi esperienze gustative.

un esempio di piccola pasticceria torinese
Un team attento per creare prodotti unici.
E custodire l’arte della Pasticceria Piemontese

Giacomo e il team La Monaca investono tantissimo tempo dentro e fuori il laboratorio. Fuori, per la ricerca di prodotti che corrispondano alle nostre esigenze qualitative. Dentro, per creare prodotti artigianali unici, genuini in linea con una filosofia singolare, che prevede tanta manualità e minuzie.

al lavoro nella  nostra pasticceria torinese

Delizie da leggere.

  • Meringa all’italiana o alla francese? Ecco la nostra scelta!

    Anche sulla ricetta della meringa dobbiamo vedercela con i cugini d’Oltralpe.
    Come per tante tante altre preparazioni di cucina e pasticceria, infatti, esistono due versioni (anzi tre, se consideriamo anche quella svizzera) che differiscono per modalità di preparazione e risultato.
    Vi spieghiamo le differenze lasciandovi un po’ di suspense sulla nostra scelta!

    Le differenze

    Chi almeno una volta si è trovato a dover preparare una meringa si sarà imbattuto in questo dilemma: la preparo all’italiana o alla francese?
    Gli ingredienti sono identici, ovvero albumi d’uovo e zucchero, ma la prima ricetta è più complessa della seconda. La meringa all’italiana prevede che lo zucchero venga sciolto insieme all’acqua in un pentolino e riscaldato fino a raggiungere i 121°C,  prima di essere versato a filo all’interno della planetaria dove montano a neve gli albumi. In questo caso avviene, dunque, una pastorizzazione.
    Nella preparazione alla francese, invece, lo zucchero viene utilizzato tal quale, senza essere disciolto. Si procede con un’asciugatura in forno per un lungo lasso di tempo e a circa 90°C. Questa seconda modalità è ampiamente utilizzata, specie a casa… ed è la base per i macarons.

    Mai banalizzare la semplicità

    La meringa può sembrare una preparazione semplice, ma non lo è affatto: ogni dettaglio incide sul risultato finale. Bisogna lavorare con strumenti e attrezzature pulitissime perché la presenza di altri grassi compromette il risultato. Gli ingredienti vanno utilizzati a temperatura ambiente. E ancora, non si deve montare troppo o la preparazione si liquefa.
    Ottenere una meringa ariosa e leggera, non troppo dolce, è una grande soddisfazione e ci si arriva dopo un po’ d’esperienza. Non bisogna mai banalizzare le cose semplici… questo ci hanno insegnato anni e anni di laboratorio!

    Cosa ci piace della meringa all’italiana?

    L’avrete capito noi preferiamo la meringa all’italiana per versatilità e gusto.
    Può essere impiegata in mousse e semifreddi, oppure per decorare altri dolci. Tantissimi la apprezzano anche leggermente imbrunita, dopo un passaggio in forno o con la fiammella, per abbellire torte o monoporzioni.
    A noi, ad essere sinceri, piace anche da sola: semplice, leggera, come massima espressione dell’arte in pasticceria!

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  • Il Bacio di Alassio a Torino

    Morbido, con un delicato cuore al cioccolato. Ecco le “doti” del bacio di Alassio. Potete acquistarlo anche a Torino, da pasticceria La Monaca Pasticceria!

    Nulla nasce per caso
    Lo sapevate che Alassio è considerata la città degli innamorati?
    È proprio per questa ragione che il dolce simbolo di questa cittadina ligure è il noto “bacio di Alassio”.
    Si tratta di un dolcetto nato oltre cent’anni fa, che porta in dote numerosi riconoscimenti, tra cui la certificazione di prodotto De.Co. (ovvero la Denominazione Comunale, riconoscimento che il comune attribuisce ad alcune preparazioni alimentari).

    Un dono di Rinaldo Balzola
    Dobbiamo la ricetta tradizionale del bacio di Alassio al pasticcere Rinaldo Balzola, assunto alla Real Casa Savoia. Presso il suo Caffè Pasticceria Balzola, locale storico d’Italia, si iniziarono a commercializzare i baci di Alassio, con l’intento di offrire ai turisti o a chi alloggiava periodicamente ad Alassio un dolce goloso e facile da trasportare, da portare con sé una volta lasciata la città. Ancora oggi è tradizione per molti – praticamente tutti – acquistare questo dolce come ricordo. Altro che cartoline!

    L’assemblaggio perfetto
    Il bacio di Alassio è un dolce “composto”.
    Inevitabile, sin dal primo colpo d’occhio, associarlo ad un altro bacio della pasticceria: quello di dama.
    Il bacio di Alassio è costituito da due semisfere fragranti a base di cacao e nocciole (noi usiamo la nocciola piemontese delle langhe). L’impasto dev’essere morbido ma non eccessivamente dolce.
    Ciò che piace del bacio di Alassio è sicuramente la sua friabilità,  che si fonde a un irresistibile cuore di cioccolato…anzi a una ganache vellutatissima!
    Ogni pasticcere ha la sua ricetta segreta e anche noi, inevitabilmente, ne custodiamo una.

    Alassio… a due passi!
    Come ben sapete siamo molto propensi a mantenere vive le tradizioni dolciarie. E non solo quelle che riguardano la nostra città e in generale il Piemonte. Sin dall’apertura abbiamo voluto deliziare i nostri clienti con una nostra versione del bacio di Alassio, molto fedele all’originale.

    Lasciati tentare dal nostro bacio di Alassio a Torino!

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  • Un’idea per la festa della mamma

    Comincia, bambino, a riconoscere tua madre con un sorriso”.
    Virgilio

    C’è un altro giorno per noi davvero importante nel calendario, noi lo cerchiamo con il rosso.
    Un giorno speciale dedicato a delle persone capaci di accogliere, donare affetto incondizionato: il giorno della Festa della mamma.

    Un giorno uguale per tutti?
    No, come per altre ricorrenze anche la Festa della mamma si festeggia in date diverse a seconda del Paese.
    In quasi due terzi di questi Paesi la festa è celebrata nel mese di Maggio, mentre circa un quarto di essi la festeggia a Marzo. La festa della mamma ha probabilmente origini antichissime.
    Già i greci dedicavano alle loro madri un giorno dell’anno: festeggiavano la dea Rea, madre degli dei.
    Si narra che anche gli antichi romani inauguravano l’arrivo del mese di Maggio e la primavera con un’intera settimana di festa.
    La festa della mamma come la intendiamo oggi è nata invece a metà degli anni cinquanta in due diverse occasioni, una legata a motivi di promozione commerciale e l’altra invece a motivi religiosi.

    Quali sono i simboli per la Festa della Mamma
    Forse non lo sapevi ma i simboli più importanti di questa festa sono il rosso, il cuore e la rosa.
    Quest’ultima rappresenta l’amore e la bellezza. Si tratta di un dono metaforico: la rosa è il dono con cui i figli vogliono esprimere riconoscenza alle loro madri, ma talvolta – lo sappiamo – restituiscono anche le preoccupazioni (le spine).


    Noi come ogni anno vi forniamo un’alternativa golosa. Si tratta di una selezione di dolci dedicati alla mamma…
    Delle creazioni delicate ma incisive, come le mamme… e non hanno spine!


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